ISTITUTO COMPRENSIVO S. NILO DI GROTTAFERRATA

DIRIGENTE PROF. GIUSEPPE BARBARO

 

 

 

LABORATORIO DI CERAMICA

 

 

Il laboratorio di ceramica nasce dall’esigenza di dare sfogo alla vena creativa e di sviluppare la sensibilità tattile dell’adolescente attraverso l’utilizzo di materiali a lui poco noti, tecniche e strumenti mai usati. Ha sempre seguito il principio del “fare ragionato” attraverso fasi di ideazione, progettazione, manipolazione, produzione e verifica.  Per ogni percorso sono stati prodotti oggetti ed elementi di varia forma, dimensione ed utilità.

 Fortunatamente, nella nostra scuola abbiamo in dotazione un forno per ceramica ed un tornio elettrico per la lavorazione della creta. Si è quindi  potuto organizzare un laboratorio di ceramica così stabilito:

 

  • Durata: un anno scolastico
  • Partecipazione: alunni della classe 2° Media, composta da 19 alunni e 2 alunni diversamente abili (autitistici)
  • Tempi: due ore settimanali
  • Insegnanti: 1 di educazione artistica, 1 di sostegno.
  • Spazi: laboratorio artistico
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CONTENUTI: realizzare manufatti artigianali tridimensionali, o bassorilievi, passando dalle fasi della progettazione grafica, alla realizzazione in argilla, alla successiva pittura e cottura, fino al prodotto finito.

 

FINALITA’: sviluppare la capacità espressivo-creativa attraverso i linguaggi della comunicazione visiva, conoscere tecniche che fanno parte del nostro passato, potenziare la coordinazione oculo-manuale, sviluppare la percezione tattile, sviluppare la creatività, saper progettare un oggetto e organizzare il lavoro anche di gruppo, saper applicare le tecniche pittoriche della ceramica.

 

METODOLOGIE  si procede secondo il principio della gradualità, dal più semplice al più complesso, verranno svolte lezioni frontali in classe, organizzati lavori di gruppo operativo e valorizzato ogni aspetto positivo degli elaborati. Ogni unità didattica avrà la durata di un mese.

 

MEZZI E STRUMENTI: creta, forno, colori per ceramica in polvere, filo di metallo, telaietto di legno, smalto lucido bianco, colori ad ingobbio, mattonelle biscottate, carbone in polvere, carta da lucido, sgorbi, pennelli, tornietti, tornio elettrico, colori acrilici, cera per pavimenti.

 

VERIFICA E VALUTAZIONE: ogni attività didattica prevede l’intervento sul materiale manipolativo che sarà valutato secondo i criteri che prevedono la costanza, la precisione, l’impegno, la creatività, il lavoro in autonomia, la consegna puntuale e la qualità del prodotto finale. La verifica sarà nell’interesse che il lavoro ha suscitato nei ragazzi.

 

 

 

 

 

UNITA’DIDATTICHE:

 

1.      Creazione di oggetti con la tecnica del colombino.

2.      Creazione di oggetti con il tornio elettrico

3.      Creazione di maschere con la tecnica a lastre e colorazione ad ingobbio

4.      Bassorilievi rappresentanti le arti e i mestieri nel medio evo

5.      Mattonelle rappresentanti le regioni d’Italia con la tecnica della maiolica.

 

 

 

PREMESSA

 

Lavorare l’argilla è stata una delle prime attività dell’uomo, alcune tecniche primitive sopravvivono ancora oggi e ci permettono di ricostruire la storia della terracotta. Per trasformare un pezzo di argilla in un oggetto ci sono 5 tappe da seguire: modellatura, essiccamento, cottura dell’argilla, smaltatura, cottura dello smalto.

 

MODELLATURA: si può fare con il tornio,o con i rotolini di creta (colombini).

 

 

 

IL TORNIO

 

Il tornio presenta vantaggi notevoli il pezzo viene fatto in fretta e la sua forma è regolare, ha un fascino indiscutibile per tutti i ragazzi, ma richiede un certo apprendistato

 

 

 

             

 

 

 

 

I ROTOLINI ( o colombini)

 

Questo metodo di fabbricazione era noto molto prima dell’invenzione del tornio. Consiste nel montare un oggetto sovrapponendo tanti rotolini di creta che sono poi appiattiti all’interno e all’esterno con le dita.

 

                                           

 

           

 

 

 

LA COTTURA  E LA SMALTATURA

 

 

Dopo l’essiccazione, che può durare da una settimana a tre settimane, si passa alla cottura, che va da un minimo di 8 ad un massimo di 15 ore, ad una temperatura che oscilla tra 950° e i 980°. L’oggetto ottenuto si chiama “biscotto”, viene poi ricoperto con uno strato di smalto colorato (si trova in polvere e verrà diluito con acqua) e  ricotto al forno, assumendo così un aspetto lucido.

 

                        

 

 

 

 

 

DECORAZIONE SOPRA SMALTO, O MAIOLICA.

 

Le regioni d’Italia, eseguite su piastrelle di terracotta, sono state dipinte con la tecnica della maiolica. Questo procedimento è delicato e ci vuole esperienza. La terracotta viene immersa su un bagno di smalto bianco e appena asciutta viene riportato il disegno con la tecnica dello spolvero. Vale a dire, si riporta prima il disegno su una carta da lucido che viene  bucherellato con un ago, poi, si appoggia la carta sopra l’oggetto e con un pennello ci si passa sopra la polvere di carbone, in questo modo il disegno viene trasferito sull’oggetto sottoforma di puntini. Si uniscono i puntini e si colora con i colori speciali per ceramica diluiti con un po’ d’acqua, facendo attenzione a non toccare l’oggetto per non togliere lo smalto.

 

 

 

              

 

 

 

            

 

 

 

 

 

LA LAVORAZIONE A LASTRE

 

Un’altra importante tecnica costruttiva è quella detta a lastre in cui la creta è stesa con un matterello, poi tagliata e assemblata nella composizione che vogliamo. Nel nostro caso abbiamo realizzato delle MASCHERE.

 

 

 

                                                     

   

 

 

                                                         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DECORAZIONE AD INGOBBIO

 

La pittura con la  tecnica dell’ingobbio, è stata scelta per dipingere alcune maschere. Gli ingobbi si trovano già pronti in commercio e basta stendere il colore in maniera uniforme con il pennello.La cottura è la stessa degli smalti ed il risultato cambia solo nell’opacità.

 

 

 

 

                               

 

 

 

                                                                

 

 

 

IL BASSORILIEVO

 

Con la tecnica del bassorilievo sono stati  rappresentati “ Le arti e i mestieri nel Medio Evo”. In questo caso le lastre sono state colorate con i colori acrilici e lucidate con la cera.

 

 

            

     

                            

 

 

 

                                                                                                   

 

CONCLUSIONE: dall’osservazione  dei  ragazzi autistici si è rilevata una risposta positiva all’attività proposta nel condividere le regole contestuali  e nel mostrare la stessa curiosità, voglia di toccare e sperimentare dei compagni.

Tutti gli alunni coinvolti hanno evidenziato, nel lavoro svolto, interesse, gradimento e partecipazione alla collaborazione con l’insegnante e con i compagni ed hanno espresso la volontà di continuare l’esperienza vissuta.

 

        

LE INSEGNANTI: Rosa Alba Cannavò, Antonella D’Onofrio, Doretta Belli.